PROGETTO ATTIVO

Progetto di sviluppo della salute orale all’ospedale di Mivo

In ricordo della dottoressa Alice Netikova volontaria in molti Paesi del mondo

Mivo è un villaggio che sorge nella provincia di Ngozi nel nord del Burundi a pochi chilometri dalla frontiera con il Rwanda. Come pressoché tutto il Burundi vive di una economia rurale legata soprattutto all’agricoltura. Difficile quantificarne la popolazione residente ( un censimento è in corso) anche se per la tipologia degli insediamenti burundesi non ha particolare senso parlare di numero di residenti in un centro urbano in sé ma piuttosto di residenti in una area territoriale.
Difatti la popolazione si distribuisce su tutto il territorio in un unicum continuo che solo sporadicamente trova dei “grumi” urbani di entità in genere non rilevante.
Di sicuro ci troviamo in una delle aree più densamente popolate del pianeta, con una presenza di popolazione giovanile assolutamente preponderante a causa della vita media brevissima. Le esigenze sanitarie e sociali sono quelle tipiche delle aree depresse dei Paesi sottosviluppati. Un dato per tutti é l’elevatissima incidenza di malaria. I gruppi etnici maggioritari sono i Tutzi e gli Hutu. Per un breve approfondimento delle vicende drammatiche che hanno coinvolto queste due etnie, e che non hanno risparmiato Mivo, si rimanda alla scheda generale sul Burundi. Va segnalata la presenza Batwa, una popolazione pigmea, che nella zona è presente con una percentuale che va ben oltre quella media nazionale del 1%. Questa popolazione sta vivendo il periodo più critico della sua storia atavica. Popolo nomade, abitante della foresta, proprio a causa della distruzione del suo habitat si trova nella drammatica necessità di convertirsi a tappe forzate, pena la sua estinzione fisica, agli usi di una popolazione stanziale e contadina. Attualmente vive ai margini della società, nel disprezzo e nella diffidenza di tutto il resto della popolazione Proprio a Mivo sono presenti due volontari di una Ong italiana, la SIV di Brescia, che sostiene i Twa in questa transizione. Fondazione dell’Ospedale di Mivo L’Ospedale “Maria Madre della Divina Provvidenza” è un ospedale di 1° livello (secondo OMS); nasce nel 2001 da un’idea della Sig.ra Maria Belleri (ostetrica italiana burundese di adozione), di Suor Daphrose Kiraniguye e di Suor Maria Teresa (medici burundesi laureate in Italia) facenti ambedue capo alla Congregazione burundese delle Suore di Bene Mariya. I fondi sono stati messi a disposizione da svariate associazioni e privati italiani. La scelta di avviarne la costruzione a Mivo risponde ad una reale necessità sanitaria della popolazione. L’Ospedale statale della città di Ngozi è situato a 8 chilometri di distanza, quindi vicinissimo tantoché, a prima vista, la costruzione di una struttura analoga così immediata può apparire del tutto superflua. La ragione non sta tanto nelle difficoltà di spostamento che si hanno in queste località prive di mezzi di collegamento e con lunghi periodi di piogge; il punto nodale della scelta sta nella qualità dell’offerta sanitaria e sociale dell’Ospedale statale di Ngozi Ospedale di Ngozi Le sue condizioni strutturali sono fatiscenti nonostante i cospicui fondi messi a disposizione, e già impiegati, dalla Banca Mondiale; i livelli igienici, assistenziali, le procedure terapeutiche sono di qualità infima nonostante che da anni sia oggetto di interventi di tutoraggio da parte dell’Università di Verona. Tutto ciò evidenzia non solo l’incapacità da parte dell’Ospedale di prestare livelli assistenziali con uno standard minimo che non deve accettare sconti nella logica aberrante del “siamo in Africa”, ma evidenzia anche una struttura non migliorabile con interventi esterni, verosimilmente per la sua natura burocratica-elitaria insensibile ed anzi ostile ad un Ospedale in cui i diritti dei Pazienti siano il fulcro
Oneri sanitari e welfare per il cittadino burundese In Burundi il costo dell’assistenza sanitaria è a carico diretto ed integrale del Paziente. Questo concetto generale conosce delle eccezioni; ad esempio sono gratuite le cure per i Pz affetti da Aids e Tbc, i dipendenti statali sono coperti da un’assicurazione, i bambini fino a cinque anni e le donne gravide hanno diritto a cure gratuite per le quali gli ospedali sono poi rimborsati. Tutto questo è in parte teorico: spesso gli ospedali sono sprovvisti di farmaci e se un Paziente vuole essere curato deve andarseli a comprare. I costi dei prodotti sanitari sono spropositati rispetto agli stipendi. I livelli di corruzione sono altissimi e spesso i diritti vengono fatti pagare. Negli ultimi giorni il Governo ha di fatto annullato le prestazioni gratuite a bambini e mamme dal momento che il rimborso agli ospedali per i loro ricoveri è diventato meno che simbolico (non copre nemmeno il costo di un ago per fleboclisi). L’Ospedale di Mivo ha tutte le caratteristiche per diventare l’esempio di quello standard sanitario e sociale a cui deve e può tendere l’Africa. E’ un ospedale nuovo, progettato e realizzato in modo razionale con buoni materiali, di bella estetica. Costruito con un struttura essenzialmente rettangolare, si sviluppa intorno ad un giardino circondato da un porticato che permette ai Pazienti di vivere per quanto possibile all’esterno dei locali di degenza, in un ambiente confortevole. E’ dotato di reparti di degenza, blocco operatorio, servizi diagnostici e logistici. I reparti di degenza sono cinque: medicina generale, ostetricia e ginecologia, pediatria, chirurgia ed ortopedia, tutti organizzati con quattro stanze a sei letti e quattro stanze a due letti con relativi servizi; inoltre sono presenti i locali infermeria e locale soggiorno dove i Pazienti consumano i pasti. Il reparto di maternità e dotato di sala parto e ambienti neonatali. Il blocco operatorio è molto ampio costituito da tre camere operatorie, il ché permetterebbe di dedicarne una all’oculistica, specialità negletta in Burundi con la conseguente condanna ad una cecità evitabile per migliaia di persone. Nel blocco operatorio sono compresi i locali per la sterilizzazione del materiale chirurgico, magazzeni per il materiale e una sala con quattro letti per la gestione degli operandi nel pre e post operatorio. Nell’edificio all’ingresso sono situati i laboratori, la sala radiologica, la diagnostica ecografica, gli ambulatori, gli uffici amministrativi. Piccoli edifici circostanti sono impiegati come foresteria, garage, centraline idrauliche, elettriche e simili. Il convento delle suore si trova a pochi metri di distanza .

Obiettivo Generale

Migliorare la qualità della vita della popolazione rurale del Burundi.

Allegato Progetto

Obiettivi Specifici

Diminuire la prevalenza della patologia con un servizio assistenziale e preventivo Odontoiatrico permanente.

Qualificare i futuri dentisti burundesi presso la struttura.

SMOM ONLUS PER MIVO

Analisi del Bisogno

L’assenza di informazioni sanitarie preventive, di strutture odontoiatriche pubbliche o private sul territorio, causano alla popolazione un’alta prevalenza di patologia dentale e parodontale in pazienti spesso immunodepressi. Tale disagio si somma al vivere quotidiano in un territorio rurale privo di infrastrutture adeguate al mantenimento dello stato di salute e di risorse economiche adeguate. Il progetto di cooperazione allo sviluppo ha previsto l’installazione di una unità operativa odontoiatrica capace di assicurare l’assistenza alla popolazione malata e programmi di educazione al mantenimento della salute orale presso comunità scolastiche. Si è previsto l’invio di attrezzature, materiali di consumo e operatori al fine di rendere il centro preventivo-assistenziale autonomo e sostenibile. Le autorità politiche e sanitarie hanno accolto con molto interesse questo protocollo d’intervento che soddisfa le linee guida fissate dalla politica sanitaria ufficiale del governo vietnamita .
Lo sviluppo dei sistemi sanitari dei paesi africani è un’area di attenzione di molte politiche di cooperazione. Come riconosciuto dalle ricerche di sanità pubblica in ambito internazionale, la scarsa qualità ed efficacia dei servizi sanitari è spesso legata ad una carenza in termini di risorse umane locali: la scarsità di personale adeguatamente formato, i bassi salari e l’indisponibilità delle figure qualificate ad operare in aree remote, la competizione del settore privato e la fuga di cervelli sono alcuni dei principali problemi. Diversi meccanismi di incentivazione del personale sono stati predisposti nelle iniziative di cooperazione per ovviare a questi problemi. Ad esempio in Burundi si sta attuando un sistema premiale basato sul raggiungimento di specifici risultati sanitari. Ciononostante, i diversi meccanismi approntati ed utilizzati rivelano numerose criticità che rischiano di produrre degli effetti negativi in termini di sostenibilità, pratiche di collaborazione con le strutture pubbliche coinvolte e loro ownership degli interventi, distorsioni del sistema con gravi ripercussioni per l’equità nel trattamento dei pazienti.

Contesto Locale

Stato dell’ Africa centrorientale, privo di sbocco sul mare;
Confina al Nord con il Ruanda, ad Est con la Tanzania, ad Ovest con il lago Manganica, che lo separa dalla Repubblica democratica del Congo; la capitale è Bujumbura ed è la città più importante, con un’importante Università.
A lungo sottoposto al dominio coloniale, il Burundi diventò indipendente nel 1962, in seguito ad un colpo di Stato, fu instaurata la Repubblica, la cui vita è stata caratterizzata da un acceso conflitto tra HUTU e TUTSI, che dura tutt’ora.
Il principale gruppo etnico è costituito dagli HUTU, gente di lingua bantu che rappresentano l’83% della popolazione, cui si aggiungono i TUTSI (14%) e i TWA un gruppo pigmeo (1%). Anche se numericamente inferiori i Tutsi hanno dominato la vita politica, sociale e militare del paese sin dal loro arrivo nel XV secolo, i tentativi di mantenere questa egemonia nel XX secolo hanno generato alcuni tra gli scontri più interetnici più cruenti mai verificatesi in Africa. La vita alla nascita raggiunge appena i 45,9 anni. Il clima tropicale è moderato dall’altitudine. La media annua della temperatura è di 21,1 °C nella regione dell’altopiano e di 24,4 °C nell’area della Rift Valley. Le precipitazioni sono relativamente scarse e nella regione più secca (da maggio ad agosto), il Burundi è spesso colpito da siccità. Le lingue ufficiali sono il KIRUNDI e il FRANCESE, ma è molto diffuso anche lo SWAHILI.
speranza di I due terzi della popolazione sono di religione cristiana, principalmente cattolica, mentre l’1% è musulmano e la restante parte segue religioni tradizionali.
Nonostante l’istruzione sia gratuita, ma non obbligatoria, per i ragazzi dai 7 ai 12 anni d’età, il tasso di alfabetizzazione è del 64,4% (dati del 2001).

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Dati Tecnici Progetto

Continente

Paese

BURUNDI

Località

MIVO

Inizio Progetto

2012

Durata

5 ANNI

Stato Progetto

ATTIVO

Responsabile Progetto

MASSIMO POZZI

Costo Progetto

10.000€

Contatto

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